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IL PIEMONTE A BACCA BIANCA
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IL PIEMONTE A BACCA BIANCA
Tre vitigni · Tre cantine · Tre territori
Chardonnay, Timorasso e Cortese. Tre grandi vini bianchi per scoprire un Piemonte che va oltre il Barolo, il Barbaresco e i suoi celebri vini rossi.
Questa box nasce per raccontare una delle anime più interessanti della viticoltura piemontese: quella dei grandi vini bianchi da vitigni autoctoni e internazionali, capaci di esprimere struttura, eleganza e una sorprendente capacità di evoluzione nel tempo.
La selezione comprende tre etichette provenienti da altrettanti territori:
Vite Colte “Pliset” · Cantine Sant’Agata “Ciclico” · Michele Chiarlo “Fornaci”
Tre interpretazioni profondamente differenti, accomunate dalla volontà dei produttori di valorizzare il territorio attraverso una viticoltura attenta e percorsi di vinificazione e affinamento studiati per esaltare le caratteristiche di ogni varietà.
Un viaggio che parte dalle Langhe, attraversa i Colli Tortonesi e arriva fino alle colline del Gavi, al confine tra Piemonte e Liguria.
IL PIEMONTE DEI GRANDI VINI BIANCHI
Quando si parla di Piemonte, il pensiero corre immediatamente ai grandi rossi: Barolo, Barbaresco, Barbera e Nebbiolo.
Eppure questa regione custodisce anche una straordinaria tradizione legata ai vini bianchi, con vitigni capaci di interpretare territori molto differenti tra loro.
Il Cortese, il Timorasso e lo Chardonnay rappresentano tre esempi particolarmente interessanti.
Il Cortese è uno dei vitigni storici del Piemonte sud-orientale e trova nel territorio del Gavi una delle sue espressioni più conosciute, caratterizzata da freschezza, eleganza e sapidità.
Il Timorasso è invece un'antica varietà autoctona dei Colli Tortonesi, recuperata dopo aver rischiato di scomparire. È capace di dare origine a vini strutturati, intensi e particolarmente longevi.
Lo Chardonnay, vitigno internazionale, ha trovato nelle Langhe un ambiente ideale per esprimere vini di profondità e complessità, soprattutto quando viene coltivato in alta collina e accompagnato da un importante lavoro di affinamento.
Tre varietà, tre storie e tre modi differenti di interpretare il vino bianco piemontese.
TRE TERRITORI, TRE IDENTITÀ
LE LANGHE
Le Langhe sono uno dei territori vitivinicoli più conosciuti al mondo, caratterizzate da un paesaggio collinare in cui altitudini, esposizioni e composizione dei suoli possono cambiare anche a distanza di pochi chilometri.
Accanto ai grandi vigneti di Nebbiolo trovano spazio varietà a bacca bianca come lo Chardonnay, che nelle parcelle più elevate riesce a mantenere freschezza e acidità anche quando raggiunge una piena maturazione.
È proprio da questo equilibrio che nascono bianchi capaci di sostenere lunghi affinamenti e un'evoluzione importante in bottiglia.
I COLLI TORTONESI
Nell'estremo Piemonte sud-orientale, in provincia di Alessandria, si trova il territorio dei Colli Tortonesi.
Qui il Timorasso ha trovato la propria rinascita, tornando progressivamente a occupare un ruolo centrale nella produzione vitivinicola locale.
Le colline, caratterizzate da terreni ricchi di componenti calcaree e marnose, offrono condizioni particolarmente favorevoli alla produzione di vini bianchi strutturati e longevi.
È il territorio del Derthona, nome che richiama l'antica denominazione romana di Tortona e che oggi identifica una delle espressioni più riconoscibili del Timorasso.
IL GAVI
Spostandoci verso il confine con la Liguria incontriamo il territorio del Gavi, storicamente legato alla coltivazione del Cortese.
La vicinanza degli Appennini e del Mar Ligure contribuisce a creare condizioni climatiche particolari, con importanti escursioni termiche e correnti che favoriscono la maturazione delle uve.
Il Gavi è conosciuto soprattutto per la sua eleganza e freschezza, ma le selezioni più importanti dimostrano quanto il Cortese possa sviluppare struttura, complessità e capacità evolutiva.
LE TRE CANTINE
VITE COLTE
Nel cuore delle Langhe, a Barolo, nasce il progetto Vite Colte.
Una realtà cooperativa che riunisce circa 180 viticoltori impegnati nella coltivazione di 300 ettari di vigneto, accomunati da un preciso obiettivo: valorizzare il territorio attraverso una produzione di qualità.
La filosofia aziendale parte dalla vigna.
I produttori seguono un rigoroso protocollo agronomico che prevede vigneti selezionati, basse rese per ceppo, vendemmia manuale e particolare attenzione alla maturazione delle uve.
Il lavoro viene accompagnato da agronomi ed enologi, creando un collegamento costante tra le attività in vigneto e le scelte effettuate successivamente in cantina.
Il risultato è una produzione capace di interpretare le principali denominazioni piemontesi mantenendo un'identità riconoscibile.
CANTINE SANT'AGATA – TENIMENTI FAMIGLIA CAVALLERO
La storia di Cantine Sant'Agata è profondamente legata alla famiglia Cavallero e al territorio del Monferrato.
L'azienda ha costruito la propria identità attraverso la valorizzazione dei vitigni piemontesi, dedicando particolare attenzione alla riscoperta e alla crescita qualitativa del Ruchè di Castagnole Monferrato.
Nel tempo il progetto si è ampliato, arrivando a comprendere vigneti in diversi territori del Piemonte.
Accanto ai grandi rossi trovano così spazio anche varietà a bacca bianca come il Cortese, il Moscato vinificato secco e il Timorasso.
È proprio a quest'ultimo che la famiglia ha dedicato Ciclico, un Derthona nato dalla volontà di interpretare un vitigno antico attraverso una vinificazione attenta e un lungo affinamento.
MICHELE CHIARLO
Fondata nel 1956, Michele Chiarlo è una delle realtà storiche della viticoltura piemontese.
L'azienda ha costruito la propria identità attraverso la valorizzazione di alcuni dei vigneti più importanti della regione, dalle Langhe al Monferrato fino al territorio del Gavi.
La filosofia produttiva si basa sulla capacità di interpretare le caratteristiche dei singoli vigneti, preservando il legame tra vitigno, suolo e territorio.
Accanto a Barolo, Barbaresco e Barbera d'Asti, Michele Chiarlo dedica particolare attenzione al Cortese di Gavi, interpretato attraverso diverse selezioni che ne raccontano freschezza, eleganza e capacità di evoluzione.
Tra queste, Fornaci rappresenta una delle espressioni più importanti del progetto aziendale dedicato al Gavi.
I TRE VINI
VITE COLTE – PLISET
Langhe DOC Chardonnay
100% Chardonnay
Il nostro viaggio comincia nelle Langhe, con uno Chardonnay che racconta la capacità di questo territorio di dare origine a grandi vini bianchi da invecchiamento.
Pliset nasce da vigneti selezionati situati in alta collina, a un'altitudine media di circa 400 metri sul livello del mare.
Le parcelle presentano esposizioni comprese tra sud-est e sud-ovest, condizioni che permettono alle uve di raggiungere una buona maturazione mantenendo allo stesso tempo la naturale acidità.
La scelta dell'altitudine è particolarmente importante per lo Chardonnay: consente di ottenere uve capaci di sviluppare concentrazione e complessità senza rinunciare alla freschezza, elemento fondamentale per sostenere una lunga evoluzione.
DALLA VIGNA ALLA CANTINA
Dopo la raccolta, le uve vengono sottoposte a pigiatura soffice e a una breve macerazione a freddo, finalizzata a valorizzare il patrimonio aromatico dello Chardonnay.
La fermentazione avviene direttamente in barrique, dove il vino affronta successivamente anche la fermentazione malolattica.
Questa trasformazione contribuisce ad ammorbidire la componente acida, aumentando la sensazione di rotondità e morbidezza.
Durante l'affinamento il vino rimane a contatto con le proprie fecce fini, che vengono periodicamente rimesse in sospensione attraverso il bâtonnage.
Il contatto con i lieviti contribuisce ad aumentare struttura, complessità e volume, regalando al vino una trama più cremosa e avvolgente.
L'imbottigliamento avviene alla fine dell'estate successiva alla vendemmia, seguito da un ulteriore e prolungato affinamento in bottiglia.
NEL CALICE
Pliset si presenta con un colore giallo paglierino intenso.
Il profilo aromatico è ricco e articolato, con sentori di vaniglia, nocciola, albicocca essiccata, miele e frutta tropicale, accompagnati da delicate note di pasticceria.
Al palato è morbido, pieno e avvolgente, con una struttura importante e un finale lungo e persistente.
Un grande Chardonnay piemontese capace di unire la ricchezza dell'affinamento in legno alla freschezza delle uve coltivate in alta collina.
Particolarmente interessante in abbinamento a risotti, pesce strutturato, carni bianche, formaggi stagionati e preparazioni con salse cremose.
CANTINE SANT'AGATA – CICLICO
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona
100% Timorasso
Con Ciclico entriamo nel mondo del Timorasso, uno dei vitigni autoctoni più affascinanti del Piemonte.
Un'uva antica, profondamente legata al territorio dei Colli Tortonesi, che nel corso del Novecento ha rischiato di scomparire a causa delle difficoltà di coltivazione e delle rese poco generose.
La sua riscoperta ha permesso di riportare l'attenzione su un vitigno capace di produrre bianchi strutturati, sapidi e particolarmente longevi.
Il nome Derthona richiama l'antica Tortona romana e identifica il legame profondo tra il Timorasso e il proprio territorio d'origine.
Ciclico nasce dal vigneto San Biagio, nel comune di Castellania, paese natale di Fausto Coppi.
Il nome del vino richiama proprio il mondo del ciclismo e la figura del celebre campione piemontese, creando un legame tra storia sportiva e tradizione vitivinicola.
DALLA VIGNA ALLA CANTINA
Le uve Timorasso vengono raccolte manualmente nel mese di settembre, selezionando i grappoli al giusto grado di maturazione.
Una volta arrivate in cantina vengono sottoposte a pressatura soffice, per ottenere un mosto capace di preservare la componente aromatica e la naturale freschezza della varietà.
La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, intorno ai 16 °C, attraverso l'utilizzo di lieviti selezionati.
Terminata la fermentazione, il vino rimane per circa 12 mesi in acciaio a contatto con i propri sedimenti fini.
Si tratta di una fase fondamentale per lo sviluppo della struttura e della complessità del Timorasso.
Il lungo affinamento permette infatti al vino di acquistare profondità e volume, mantenendo intatta la propria identità varietale.
L'utilizzo esclusivo dell'acciaio consente inoltre di valorizzare il carattere del vitigno senza introdurre componenti aromatiche derivanti dal legno.
NEL CALICE
Ciclico si presenta con un colore giallo intenso e luminoso.
In giovinezza il profilo aromatico richiama pera, pesca, fiori di acacia, biancospino e miele, accompagnati da una delicata componente erbacea e agrumata.
Con l'evoluzione in bottiglia il Timorasso sviluppa progressivamente maggiore complessità, con la comparsa di caratteristiche note minerali e di idrocarburo, che possono ricordare alcune espressioni del Riesling.
Al palato è secco, strutturato e persistente, con un equilibrio tra morbidezza e freschezza sostenuto da una riconoscibile componente sapida.
Un vino particolarmente interessante per chi ama i grandi bianchi da evoluzione e desidera scoprire un vitigno capace di trasformarsi nel tempo.
Ottimo in abbinamento a primi piatti, carni bianche, pesce al forno e formaggi, tra cui il tradizionale Montebore, prodotto storico del territorio tortonese.
MICHELE CHIARLO – FORNACI
Gavi DOCG
100% Cortese
Il nostro viaggio si conclude nel territorio del Gavi, attraverso una delle interpretazioni più importanti del Cortese secondo Michele Chiarlo.
Fornaci nasce dalla volontà di dimostrare che il Gavi non è soltanto un bianco fresco da bere giovane, ma può diventare un vino di grande complessità e capacità evolutiva.
Prodotto per la prima volta nel 1998, rappresenta un progetto dedicato alle potenzialità del Cortese e alla sua capacità di affrontare lunghi affinamenti.
Il territorio del Gavi si trova nel Piemonte sud-orientale, in provincia di Alessandria, a breve distanza dal confine ligure.
Qui l'influenza degli Appennini e delle correnti marine contribuisce a creare condizioni favorevoli alla maturazione del Cortese.
Il risultato è un'uva capace di combinare freschezza, eleganza aromatica e una marcata componente sapida, caratteristiche che permettono ai vini più importanti di evolvere per molti anni.
DALLA VIGNA ALLA CANTINA
Fornaci nasce da una selezione di uve Cortese destinate a una vinificazione particolarmente attenta.
La fermentazione viene condotta a temperatura controllata, intorno ai 17 °C, per circa tre settimane.
Una parte del mosto fermenta in vasche di acciaio, mentre un'altra parte viene vinificata in piccole botti di legno.
L'utilizzo dei due contenitori permette di lavorare su aspetti differenti del vino.
L'acciaio contribuisce a preservare freschezza e precisione aromatica, mentre il passaggio in piccole botti accompagna lo sviluppo della struttura e della complessità.
Il percorso produttivo viene completato da un lungo affinamento in bottiglia, compreso tra 12 e 18 mesi.
Questa scelta permette al Cortese di raggiungere maggiore armonia e di sviluppare progressivamente un profilo aromatico più articolato.
NEL CALICE
Fornaci si presenta con un colore giallo paglierino brillante, impreziosito da riflessi dorati.
Il profilo aromatico è intenso e complesso, con note di fiori bianchi, pompelmo, anice e miele di acacia, accompagnate da eleganti sfumature minerali.
Al palato è ampio e avvolgente, ma sempre sostenuto da una freschezza vivace e da una marcata sapidità.
Il finale è lungo, equilibrato e persistente.
Un Cortese capace di mostrare un volto diverso del Gavi: non soltanto eleganza e immediatezza, ma anche profondità e capacità di evoluzione.
Particolarmente interessante con pesce al forno, branzino al sale, primi piatti strutturati, carni bianche e formaggi.
PERCHÉ DEGUSTARLI INSIEME?
Questa box permette di scoprire il Piemonte a bacca bianca attraverso tre prospettive differenti.
Pliset racconta lo Chardonnay delle Langhe, dove l'altitudine dei vigneti e la fermentazione in barrique danno origine a un bianco ricco, morbido e complesso.
Ciclico permette di conoscere il Timorasso dei Colli Tortonesi, un vitigno autoctono recuperato e valorizzato attraverso una vinificazione in acciaio e una lunga permanenza sulle fecce fini.
Fornaci mostra invece la profondità del Cortese di Gavi, attraverso un percorso produttivo che combina acciaio, piccole botti e un importante affinamento in bottiglia.
Tre vini che permettono di osservare come vitigno, territorio e metodo produttivo possano influenzare profondamente struttura, aromaticità e capacità evolutiva.
La particolarità di questa selezione è proprio la possibilità di confrontare tre grandi bianchi che hanno molto in comune, pur esprimendosi in maniera completamente diversa.
La freschezza del Cortese, la struttura del Timorasso e la complessità dello Chardonnay diventano così tre modi differenti di raccontare il Piemonte.
UN PERCORSO DI DEGUSTAZIONE
Per apprezzare al meglio le caratteristiche dei tre vini, suggeriamo di iniziare dal Fornaci, proseguire con il Ciclico e concludere con il Pliset.
Il Cortese introduce la degustazione attraverso freschezza, eleganza e sapidità.
Il Timorasso accompagna verso una struttura più importante, mostrando la propria profondità e la capacità di mantenere equilibrio e tensione.
Lo Chardonnay conclude il percorso con la ricchezza aromatica e la morbidezza sviluppate durante la fermentazione e l'affinamento in barrique.
Una progressione pensata per mettere in evidenza le differenti interpretazioni dei grandi vini bianchi piemontesi.
LA BOX CONTIENE
1 bottiglia · Vite Colte Langhe DOC Chardonnay “Pliset” · 0,75 L
1 bottiglia · Cantine Sant'Agata Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “Ciclico” · 0,75 L
1 bottiglia · Michele Chiarlo Gavi DOCG “Fornaci” · 0,75 L
Totale: 3 bottiglie da 0,75 L
Una box dedicata a chi vuole scoprire il Piemonte attraverso i suoi grandi vini bianchi, andando oltre le denominazioni più conosciute e approfondendo il rapporto tra vitigno, territorio e affinamento.
Tre vitigni. Tre cantine. Tre territori. Un Piemonte a bacca bianca tutto da scoprire.






























